fbpx
""/
News, Scuola

La tecnologia per una maggiore inclusione ai tempi della DaD

Andiamo alla scoperta dei migliori software gratuiti per l’insegnamento ai ragazzi con bisogni educativi speciali

Un video-incontro interessante quello con Erica Lacerenza, Psicoterapeuta e Analista del Comportamento, responsabile del Centro ABA lab della Cooperativa Sociale S.I.V.O.L.A. di Barletta. Ha dichiarato: “Lavorando nell’ambito dell’Autismo e della Neurodiversità ritengo i mediatori digitali fondamentali strumenti di inclusione.

Per questo sono parte essenziale nella pratica quotidiana del mio gruppo di lavoro, perché versatili e perché consentono la personalizzazione delle attività abilitative. Alcuni di questi supporti vengono approfonditi nell’articolo dalla Dott.ssa Pagliuca Ilaria con la quale, in occasione del video-incontro, abbiamo intrapreso una stimolante collaborazione”.

L’utilizzo delle tecnologie, di nuove metodologie, di software non è altro che la normalità per chi ogni giorno all’interno della scuola si prodiga per far sì che tutti ottengano un successo formativo.

Per chi si è specializzato nell’insegnamento ai ragazzi con Bisogni Educativi Speciali, insegnare attraverso le TIC, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (acronimo TIC o ICT dall’inglese Information and Communications Technology), non è altro che parte fondante della propria didattica (per la maggior parte è così).

D’altronde non bisogna mai dimenticarlo, le tecnologie sono sempre state occasione di inclusione, come sostengono con forza e convinzione gli studiosi che da anni si occupano di questa tematica.

A tal proposito il docente-formatore Ugo Avalle in “Dalla macchina di Skinner alle Lim, la tecnologia in aiuto delle disabilità” (La ricerca, Loescher, ottobre 2012) afferma: “…gli strumenti tecnologici possono favorire la comunicazione, l’autonomia e in genere l’integrazione sociale dei soggetti diversamente abili. La possibilità di compensare, con un ausilio tecnologico, le funzioni compromesse in questi soggetti, con l’intento di rinforzare l’autostima attraverso la facilitazione dell’apprendimento, riveste una notevole importanza educativo-didattica, oltre che psicologica sotto il profilo sia individuale sia sociale”.

E adesso che siamo a distanza, come si fa?

Fatte queste premesse è evidente che oggi, in questo momento storico, l’attenzione agli alunni con disabilità deve essere maggiore. La Didattica a Distanza (DaD) ha imposto a tutti una riorganizzazione delle prassi consolidate e una ridefinizione dei tempi, degli strumenti e delle metodologie. 

Per supportare dirigenti scolastici e insegnanti impegnati nella DaD, con particolare riferimento agli alunni con disabilità, il MIUR ha attivato un apposito canale telematico per L’inclusione via web, accessibile dalla sezione web dedicata alla Didattica a distanza, nata in seguito all’emergenza sanitaria del COVID-19.

All’interno del canale sono disponibili riferimenti normativi, condivisione di esperienze didattiche, link, webinar, materiali e contenuti utili per lezioni forniti da partner come Erickson e l’ITD-CNR (Istituto per le Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche).

In questo sforzo “inclusivo”, voglio dare il mio contributo segnalando alcune risorse e software online utili per supportare gli insegnanti, ma anche i genitori. Per alcuni di questi software l’installazione si presenta un tantino macchinosa: i collegamenti ipertestuali rinviano a pagine web dove trovare preziosi chiarimenti.

Software on line: alcuni suggerimenti

LeggiXme

Il primo software che presento è LeggiXme, un programma gratuito per Windows che permette, attraverso la sintesi vocale, di facilitare la lettura e la scrittura. L’AID (Associazione Italiana Dislessia) lo annovera tra gli strumenti compensativi validi per supportare lo studio in presenza di disturbi specifici dell’apprendimento.  

L’interfaccia semplice ed intuitiva integra al suo interno un editor di testo con immagini e sintetizzatore vocale (sarà necessario che sul PC sia già installata una sintesi vocale), un lettore pdf per libri digitali, una calcolatrice “parlante”.

Un vocabolario in varie lingue compreso italiano per la traduzione, una funzione per creare mappe (Mind Maple/CmapTools), schemi, riassunti e molto altro…

Del software sono disponibili anche la versione dedicata ai più piccoli (LeggiXme_Jr), con l’inserimento automatico delle immagini e un’interfaccia con comandi semplificati e icone più grandi, e la versione portable (LeggiXme_USB) per averlo sempre con sé a scuola o a casa, sia che si utilizzi un notebook, sia un computer fisso. 

AraWord

AraWord è un programma distribuito gratuitamente, sviluppato nell’ambito della collaborazione tra il dipartimento di Informatica e Sistemistica dell’Università di Saragozza ARASAAC (Dipartimento di Educazione, Cultura e Sport del Governo di Aragona).  Inserito all’interno delle suite di strumenti di CAA – Comunicazione Aumentativa e Alternativa – è un word processor che consente la scrittura simultanea di testo e pittogrammi, cioè figure, nonché l’uso di un sintetizzatore vocale per la lettura.

Tutto ciò facilita lo sviluppo di materiali e l’adattamento di testi per persone che hanno difficoltà nella comunicazione funzionale a causa di vari fattori (autismo, deficit cognitivo, afasia, ecc.).

Inoltre, il suo uso si è rivelato utile in ambiti inizialmente non previsti, come quello della letto-scrittura negli ultimi livelli di educazione della scuola dell’infanzia, in quanto il feedback immediato dato dalla scrittura di una parola e creazione del relativo pittogramma, aiuta l’acquisizione di questa abilità.

È disponibile una versione adattata anche per tablet e smartphone.

FacilitOffice

FacilitOffice è un software compensativo gratuito, un elaboratore di testo che consente l’inserimento automatico di immagini e la lettura sincronizzata tramite sintesi vocale. Si propone di rendere maggiormente accessibili agli studenti con disabilità cognitive, sensoriali, neuromotorie e difficoltà di apprendimento, i programmi per videoscrittura e presentazione più diffusi, utile per migliorare l’autonomia nel lavoro scolastico e rendere anche più efficace il lavoro dell’insegnante.

Per il funzionamento sono richiesti l’installazione di OpenOffice/LibreOffice e della sintesi vocale.

TeamViewer

Infine TeamViewer, una fondamentale risorsa di cui avvalersi con allievi non sufficientemente supportati nell’utilizzo del PC da casa, quindi permettendo di ovviare al problema “Prof, non sono capace, non riesco ad accedere a Classroom!”.

TeamViewer è un software (la cui versione base è gratuita) mediante il quale è possibile comandare un computer a distanza e che permette di cooperare in un rapporto 1:1 fra insegnante di sostegno e alunno (per il controllo da remoto è necessario che entrambi i computer abbiano installato questo software). La connessione può avvenire tra dispositivi qualsiasi ed è completamente sicura. Una volta installato sul PC, l’allievo fornisce all’altro utente (in questo caso l’insegnante) una combinazione di ID e password (dinamica) che gli consentiranno di prendere il controllo del sistema e comandarlo da remoto.

A collegamento avviato l’insegnante vedrà apparire a schermo il desktop dell’altro computer con la possibilità di controllarlo, muovendone il mouse al suo interno e digitando dalla tastiera.

Priorità qui, non è disquisire sull’innovazione, ma tentare dei suggerimenti per creare modalità di DaD innovativa e ovviare alla distanza fisica.

Per il resto, concordo con la riflessione di una cara collega, docente di sostegno: “Ciò che è venuto a mancare, sono proprio i rapporti relazionali diretti, assolutamente essenziali nella didattica del sostegno, necessità a cui nessun software potrà mai porre rimedio”.

TUTTO QUELLO CHE SERVE È ON LINE —————————————— Video tutorial per l’installazione di LeggiXmeLink da cui scaricare il manuale di AraWordVideo tutorial per l’installazione di FacilitOffice  
Ilaria Pagliuca, Pedagogista | Docente presso Scuola Primaria

Leggi qui altri articoli di Ilaria Pagliuca: https://www.e-makers.it/2020/03/27/coding-e-pensiero-computazionale-questi-quasi-conosciuti/

""/
Scuola

L’oscillazione del pendolo Scolastico, una riflessione sulla Scuola a distanza

Sabino Pastore, docente di storia e filosofia nel liceo scientifico “Riccardo Nuzzi” di Andria (BT), ha scritto una lettera aperta alla Scuola italiana sulla didattica a distanza, in una riflessione che coinvolge studenti, genitori e professori.

Noi di e-makers crediamo nella circolazione di idee, di stimoli, dei dibattiti. Perché è attraverso questi che si cresce e si costruisce la migliore civiltà del futuro condivisa. In questo periodo straordinario in cui il mondo ha subito un crollo, di certezze e anche di valori, servono più che mai riflessioni e spazi per confrontarsi. La scuola dovrà mutare forma e dovranno innovarsi i suoi strumenti e la sua didattica, così coinvolta e rimessa in discussione dal Coronavirus e dalle sfide della modernità. Sabino Pastore, un prof pugliese, sta vivendo la scuola a distanza sulla propria pelle e su quella dei suoi alunni, con difetti, criticità importanti, ma anche con grandi e inesplorate potenzialità e risorse, che contribuiscono oggi al discorso su una Scuola nuova, pronta a formare ancora i ragazzi di oggi al domani. La vogliamo condividere, pubblicandola, per alimentare una discussione, per offrire un’esperienza e altri punti di vista, per stimolare nuove idee e risposte. Per altre lettere, a cui vogliamo dar voce.

Che Scuola sarà?

«Sono confuso. Meglio: sono perplesso e confuso, e comprendo l’imbarazzo di molti dirigenti scolastici e di molti colleghi di fronte a quello che sta succedendo nella scuola in questo periodo. Quello che non riesco a capire è il senso, il fine, l’idea sottesa a tutto quello che ci viene detto; se c’è un’idea. Mi spiego: ormai quasi due mesi fa fu decisa la chiusura delle scuole come strumento (sacrosanto) per contenere la diffusione del virus che ha condizionato la nostra vita recente. Cerco di essere più preciso: fu decisa la sospensione delle attività didattiche, una formula tutta italiana, di evidente derivazione bizantina, che prevede che gli alunni (e i professori) non vadano a scuola, ma che la scuola resti aperta per quello che riguarda gli uffici amministrativi e dirigenziali. Per capirci, è quello che succede durante le vacanze natalizie o pasquali, quando gli uffici continuano ad osservare i soliti orari, ma non si fa lezione e i ragazzi (e i professori) restano a casa. Perfetto: allora siamo in vacanza! Assolutamente no, perché la Scuola (quella romana con la lettera maiuscola, non la singola scuola, il singolo istituto) si è affrettata a dirci che la scuola doveva continuare, che nulla cambiava, se non il fatto che i ragazzi (e i professori) restavano a casa e facevano lezione a distanza. Il tutto con l’inevitabile acronimo, DAD, Didattica A Distanza, e il giovane e fighissimo hashtag #lascuolanonsiferma.

Ok, perfetto, allora facciamo scuola.

Personalmente sono stato fortunato, perché la mia scuola ha mantenuto l’orario delle lezioni normale, sono piuttosto attrezzato tecnologicamente, avevo già avuto esperienze con la didattica via internet. Già dal giorno successivo i miei alunni hanno iniziato a fare lezione in diretta o con registrazioni fatte all’uopo, si sono ritrovati parte di una “classe virtuale” e hanno ricevuto gli strumenti di supporto per potersi preparare in filosofia e storia. Lo confesso: mi piace. Adoro il fatto di poter preparare e condurre le lezioni dal mio studio, con i miei libri e i miei appunti, senza dovermi preoccupare di trasferire tutto a scuola, dove non ho un ufficio o un’aula personale. In fondo faccio le stesse cose: spiego, ascolto gli alunni, parlo con loro, provo a passare loro quel poco che so e lo faccio senza dover guidare nel traffico, attendere che arrivi il momento di entrare in classe se c’è un’ora di buco, nutrirmi di taralli acquistati ai distributori automatici. Allora tutto bene; e invece no.

Dopo pochi giorni la Scuola (S maiuscola) si è premurata di farci riflettere sul fatto che gli alunni stavano comunque vivendo un momento stressante, sicuramente erano disorientati dalla impossibilità di uscire, di mantenere contatti fisici con i loro coetanei, magari vivevano in famiglia situazioni complicate con genitori che chiudevano attività commerciali o sperimentavano la chiusura dei luoghi di lavoro. La Scuola, che è un’agenzia educativa, da sempre attenta ai problemi psicologici e personali dei propri alunni, non poteva contribuire a opprimere ulteriormente questi poveri ragazzi con eccessivo studio e troppa attenzione ai risultati. Allora rallentiamo, rivediamo le programmazioni, riduciamo i programmi, non possiamo tenere i ragazzi per ore davanti a uno schermo (come se normalmente non lo facessero già…); ci sono quelli che non hanno la dotazione tecnologica per connettersi alle lezioni, ci sono le famiglie con più figli che devono condividere una sola scrivania. Spaventati da queste immagini dickensiane da ottocento industriale inglese, ci siamo riuniti (in videoconferenza) per capire cosa e dove ridurre, anche nel caso di programmi che, a fine febbraio, erano diligentemente stati condotti a buon punto.

Seconda fase, quindi: facciamo scuola ma mica tanto, solo un po’, giusto per dimostrare che #lascuolanonsiferma, ma senza esagerare. Diligenti e resilienti si continua, poco per volta, senza stressare troppo nessuno. Passano altri pochi giorni e la Scuola (S maiuscola) si preoccupa di farci sapere che, comunque, siamo un’istituzione, che abbiamo la stella della Repubblica sulla facciata, che rilasciamo agli studenti un titolo di studio con valore legale, che dobbiamo comunque rispettare le regole che la nostra condizione di tessera nel puzzle dello Stato ci impone. Se dobbiamo promuovere i nostri alunni, oppure (Dio ce ne scampi) bocciarli o “indebitarli”, possiamo farlo solo sulla scorta di valutazioni che siano assegnate dopo opportune verifiche e dopo aver messo in campo ogni strategia per il recupero di eventuali lacune. Allora dobbiamo interrogare? Si torna a fare scuola seriamente? Bello, ma allora devo spiegare i concetti e mettere i voti? Ok, è il mio lavoro, facciamolo.

Ma, purtroppo, il tempo passa e dopo pochi giorni l’iperattività della Scuola (S maiuscola) fa in modo che Essa senta il bisogno di comunicarci che le nostre valutazioni, in regime di DAD (orribile acronimo che la Scuola adora, fa postmoderno…), non è che possano essere proprio attendibili; Gioia e tripudio, l’epifania a Pasqua, la Scuola se n’è accorta dopo quaranta giorni. E allora? Beh, dovreste, o professori, concordare delle griglie che tengano conto della partecipazione, dell’interesse mostrato, della puntualità e della frequenza; in base a questi parametri esprimete pure un giudizio (da sufficiente a ottimo, perché l’insufficienza è per chi non viene proprio a scuola, ma gli alunni a casa ci sono, dunque…) e sulla base di quello andiamo avanti. E le conoscenze? Azzardo una brutta parola: le nozioni? Se non sanno nulla, ma sono puntuali, vanno consegnati al successivo anno scolastico? E quando l’emergenza e la scuola finiranno, cosa faranno questi ragazzi in un mondo che, invece, chiede sempre più conoscenza e specializzazione?

Questo accadde fino ad oggi, del doman non v’è certezza…

Esagero? Non lo so, penso solo che un’altra occasione ci sta scivolando tra le dita per l’incapacità della Scuola (S maiuscola) di affrontare i problemi con spirito innovativo, restando invece legata a schemi antichi in una situazione più che nuova.

La Scuola (sempre maiuscola) è ancorata all’idea che l’unico modo di insegnare sia quello un po’ paternalistico messo in campo finora, che tiene conto più della condizione psicologica e sociale che della reale conoscenza acquisita dagli alunni. Don Milani impera ancora in un mondo che non è più quello del miracolo economico e della divisione in classi, anzi: quelle idee, che regolano ancora il sottofondo ideologico della Scuola (maiuscola) hanno già ottenuto un risultato contrario, l’eterogenesi dei fini. Oggi una scuola siffatta non offre a tutti le stesse possibilità di crescita, ma livella al basso, facendo emergere solo chi, alla fine, può permettersi, pagando, le scuole migliori dopo il diploma o dopo la laurea. Resto confuso e perplesso».

Qui un’altra riflessione sulla scuola, a cura della docente e pedagogista Ilaria Pagliuca:

Continua a leggere il nostro blog : https://www.e-makers.it/blog/
""/
Scuola

LA SCUOLA NON SI FERMA: Microsoft Teams e Zoom Cloud Meetings

Tutta Italia in quarantena e scuole chiuse fino al 3 aprile. L’associazione e-makers ha messo online una nuova guida per la didattica da casa.

Italia in piena emergenza Coronavirus: il premier Conte ha esteso ieri sera, lunedì 9 marzo, il divieto di spostamenti a tutta la penisola, portando la chiusura di università e scuole fino al 3 aprile.

Allora noi dell’associazione e-makers, mossi da un ulteriore spirito di responsabilità e solidarietà civica e digitale, abbiamo rilasciato sul nostro sito una nuova guida gratuita e approfondita su due strumenti semplici e fondamentali per la sopravvivenza della didattica e dei rapporti tra docenti, alunni e genitori.

Avevamo già mostrato tre piattaforme da utilizzare per coordinare lo smart work versione scolastica: Google Classroom, Edmodo e Microsoft Teams, tra le piattaforme più diffuse e apprezzate. In questo articolo dedicheremo un approfondimento alla piattaforma Microsoft Teams, che sta riscuotendo un alto indice di gradimento presso tutti i ragazzi e prof che ci hanno voluto ringraziare dopo il download e l’uso della guida.

Seconda novità nell’articolo è Zoom Cloud Meetings, un’altra piattaforma che abbiamo testato e collaudato.

Microsoft Teams

Microsoft Teams è un vero e proprio Hub per il lavoro di gruppo. È un’ app che aiuta a formare un team e a lavorare insieme usando la chat invece dell’e-mail e i canali anziché cartelle di file.

È uno spazio di lavoro per te e il tuo team, in cui modificare i file contemporaneamente e in sicurezza, e monitorare “like”, “menzioni” e “risposte” con un solo tocco. Il tuo Team può personalizzare lo spazio di lavoro con appunti, siti web e app; e dato che è nel cloud tutti possono lavorare insieme ovunque si trovino.

È una soluzione che permette di personalizzare la propria esperienza lavorativa senza togliere produttività al team, anzi permettendo di aggiungere creatività.

Zoom Cloud Meetings

Zoom Cloud Meetings è una piattaforma web per meeting, webinar e collaborazione da remoto.

È una piattaforma ideata e sviluppata per videoconferenze di ogni tipo. Si adatta alla perfezione, dunque, alle esigenze di chi deve realizzare meeting video o fare videoconferenze per la scuola.

Consente la condivisione dello schermo di qualunque dispositivo e mette a disposizione una suite di strumenti collaborativi, utili nel caso di riunioni di lavoro a distanza per le quali è richiesta la condivisione di idee e contributi.

Zoom Cloud Meetings consente di creare una teleconferenza e gestire al meglio il “pubblico”. Per esempio scegliendo di attivare o disattivare il proprio video o quello dei partecipanti; scegliere di attivare o disattivare il microfono dei partecipanti (molto utile se, nel corso di una lezione online, gli alunni si dimostrano particolarmente indisciplinati); condividere lo schermo su Zoom e registrare la videoconferenza, così da poterla rivedere (e far rivedere) ogni volta che si vuole.

Scopri chi siamo e le altre iniziative e-makers: https://www.e-makers.it/

"La
Scuola

LA SCUOLA NON SI FERMA: LA GUIDA E-MAKERS

L’associazione di Barletta ha messo online una guida gratuita per la didattica digitale per reagire alla chiusura delle scuole in tutta Italia fino a metà marzo, causa Coronavirus.

La notizia della chiusura di tutte le scuole e università italiane circolava già da qualche giorno ma ieri è arrivata l’ufficialità dal premier Giuseppe Conte. Dopo l’aumento dei contagi e le vittime, oggi arrivate a 148 unità, si è imposto il dovere e la responsabilità di evitare bilanci peggiori per il Coronavirus.

Gravi le conseguenze per le attività ordinarie del paese: tutto bloccato, eventi, didattica, manifestazioni. Ma può fermarsi l’Italia? Nell’era digitale e tecnologica possiamo arrenderci alle calamità? Qui si vedono anche la forza e la civiltà di una nazione e di un popolo. Già nel settore lavorativo, lo smart working ha dimostrato che l’Italia non si ferma.

Il team dell’associazione E-Makers si è subito attivato per dare un contributo, per reagire a questa impasse. La scuola non può fermarsi; la scuola non si ferma! Conosciamo gli strumenti e le soluzioni per mantenere i contatti tra ragazzi e professori, tra ragazzi e cultura digitale e classica. Conosciamo i benefici di questo contatto remoto ma intenso e prossimo. Conosciamo il modo per affiancare le scuole, i professori, i genitori, tutti gli studenti in questa sfida mai affrontata nel paese, che oggi non possiamo perdere.

Ecco allora una guida gratuita, semplice e concreta, sulle tre tecnologie che possono dare alle famiglie e alle scuole la possibilità di proseguire la didattica in armonia. Abbiamo scelto le 3 applicazioni più valide e più utilizzate: Google Classroom, Edmodo, Microsoft Team.

Scopri chi siamo e le altre iniziative e-makers: https://www.e-makers.it/

Coderdojo Barletta, organizzato da e-makers
Coderdojo Barletta, organizzato da e-makers
Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from Youtube
Vimeo
Consent to display content from Vimeo
Google Maps
Consent to display content from Google
Spotify
Consent to display content from Spotify
Sound Cloud
Consent to display content from Sound