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Scuola

Come il digitale può aiutare la didattica a distanza

Erica Lacerenza, Psicoterapeuta e Analista del Comportamento a Barletta, ha ragionato sulle sfide da non perdere per la scuola dopo l’esperienza della didattica a distanza

«La didattica a distanza a cui la scuola è stata in questo periodo indirizzata ha messo ancor di più in luce i limiti di una didattica non sempre all’altezza delle specificità, ma allo stesso tempo ha evidenziato l’importanza di strumenti digitali per favorire l’inclusione.

Spero che questo porti a maggiori riflessioni rispetto alla necessità di una maggiore formazione  degli insegnanti in questa direzione, non solo specificatamente tecnica ma anche concettuale.

Dobbiamo virare verso un nuovo modo di pensare e fare scuola. Non possiamo più permetterci di restare indietro. Il Covid 19, tra le altre cose, ci ha insegnato questo.

Una corretta consapevolezza della scuola stessa sulle potenzialità inclusive che gli strumenti digitali possono offrire agli studenti BES e, in particolare, agli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento, garantirebbe le opportunità educative di cui lo stesso studente ha diritto, consentendogli di sviluppare tutte le proprie potenzialità in ambito scolastico e sociale.

Gli stessi strumenti digitali non devono essere appannaggio esclusivo dell’insegnante di sostegno ma anche delle insegnanti curriculari, entrando a pieno nella didattica.

I mediatori a cui è possibile ricorrere in presenza di alunni con bisogni educativi speciali, riprendendo il pensiero del Prof. Andrea Canevaro, esperto in temi di inclusione, possono essere come delle pietre, che affiorando dalla superficie dell’acqua, permetteranno a tutti di attraversare un ruscello senza bagnarsi i piedi».

Erica Lacerenza, Psicoterapeuta e Analista del Comportamento. Responsabile del Centro ABA lab della Cooperativa Sociale S.I.V.O.L.A. di Barletta

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News

Coronavirus, a Singapore un cane robot per il distanziamento sociale

Si chiama Spot il cane robot usato nella lotta contro il coronavirus, per far rispettare il distanziamento sociale a Singapore. Questo è il futuro?

Singapore – Avanguardia a Singapore: un cane robot trasmette un messaggio registrato per ricordare alle persone di mantenere la distanza di sicurezza. Ma non solo: il suo sistema di videocamere servirà per scansione l’ambiente e calcolare il numero di persone che si radunano nei parchi. Le autorità locali spiegano che i video non verranno usati per il riconoscimento di singoli individui e che non saranno raccolti dati personali. La sperimentazione si svolgeranno in un parco cittadino durante gli orari non di punta e poi si valuta se utilizzare i robot in altre aeree.

Il robot non abbaia, ma dal suo corpo metallico che avanza sferragliando, ripete (con voce femminile) le regole del lockdown per il bene di tutti. Perché anche Singapore, elogiata durante l’emergenza, invidiata e presa a modello per la sua capacità di contenere la diffusione del coronavirus, ha dovuto adottare misure di lockdown che dureranno fino all’1 giugno.

Pochi giorni fa, la Government Technology Agency (GovTech) ha reso note le generalità di un robot che si aggira nel parco Bishan-Ang Mo Kio. Si tratta di Spot, dalle sembianze di un cane, capace di orientarsi perfettamente e ricordare, tramite un messaggio vocale, quanto sia importante mantenere le distanze di sicurezza. In prova da due settimane, questa versione di Spot è stata programmata per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Le caratteristiche di Spot

Ovviamente Spot, prodotto dalla Boston Dynamics, sa fare molto di più: oltre a ripetere dei messaggi vocali, il robot dispone di numerosi sensori e videocamere che permettono di inquadrare l’ambiente e fare delle stime sul numero di persone presenti in un determinato luogo, segnalando alla polizia eventuali assembramenti.

E se tutto ciò potrebbe creare un problema di privacy, il National Parks Board (NParks) di Singapore afferma che non saranno raccolti dati né saranno utilizzate le immagini per identificare le persone. Le modalità d’impiego del robot sono esplicitate nei cartelli alloggiati agli ingressi del parco. Tra le varie informazioni si richiede ai frequentatori dell’area verde di non disturbare Spot durante il suo lavoro. La scelta hi-tech potrebbe a breve sostituire gli addetti al pattugliamento dei parchi, con la conseguenza di “ridurre il rischio di esposizione al virus”. Per questo l’amministrazione locale sta valutando la possibilità di ampliare il progetto agli altri parchi di Singapore.

E noi lo vedremo mai in Italia? A Parco Sempione come a Villa Pamphili…

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News

Solidarietà Digitale: simbolo di una nuova Italia

Il progetto del Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione sta combattendo contro l’emergenza COVID-19 per supportare smart working e didattica a distanza.

  • Con “Solidarietà Digitale”, imprese e associazioni hanno messo a disposizione servizi digitali gratuiti.
  • È possibile usufruire gratuitamente di servizi per lo smart working e la connettività fra utenti, ma anche di strumenti di informazione, di istruzione, intrattenimento ed e-learning
  • Multinazionali, startup e associazioni: tutti possono offrire la propria soluzione digitale

Così a inizio marzo il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano, ha esteso a tutto il territorio nazionale l’iniziativa “Solidarietà Digitale”, organizzata con il supporto tecnico di AgID, per ridurre l’impatto sociale ed economico in questa Italia completamente “rossa”, attraverso l’offerta gratuita di soluzioni e servizi innovativi da parte delle imprese.

Per definizione con smart working si intende “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.”

In questi giorni lo smart working sta rappresentando una valida risposta alle necessità di molte aziende di poter continuare ad essere produttive e utili, seppur con la maggior parte dei propri dipendenti e collaboratori da remoto. Tuttavia il lavoro agile necessita, oltre che di strumenti digitali quali pc, tablet e smartphone, anche di piattaforme, software e risorse preziose di condivisione, utili per portare avanti da remoto tutte le attività aziendali: soprattutto di quelle imprese già proiettate nel vasto universo digitale. Ma purtroppo non tutte le aziende hanno a disposizione questi strumenti per rendere possibile lo smart working.

A questo punto entra in gioco Solidarietà Digitale: imprese e associazioni hanno messo a disposizione servizi gratuiti, al fine di poter dare il proprio contributo attraverso l’innovazione e la digitalizzazione.

Sul sito web sono offerti numerosi servizi di varia utilità, senza dimenticare piattaforme di gaming ed intrattenimento per i più giovani.

Noi di e-makers abbiamo aderito all’iniziativa Solidarietà Digitale, e abbiamo rilasciato delle guide semplici e utili sugli strumenti per la didattica a distanza. Eccole nei nostri ultimi due articoli:

Lo scopo dell’iniziativa è migliorare la vita di tutte le persone che stanno subendo un mutamento della propria quotidianità. Con i tool e i servizi a disposizione è possibile:

  • utilizzare piattaforme di smart working avanzate per pianificare il lavoro da remoto, condividere documenti e dati ed organizzare meeting
  • informarsi, senza uscire di casa, direttamente sul proprio smartphone o tablet attraverso gli abbonamenti digitali gratuiti ad alcune testate giornalistiche nazionali
  • studiare su piattaforme di e-learning, partecipare a lezioni virtuali, condividere materiali utili e gestire lavori di gruppo e verifiche per non rimanere indietro nei rispettivi percorsi di formazione scolastici
  • leggere un libro scegliendo fra le librerie virtuali a disposizione o vedere un film in famiglia su una piattaforma di video streaming on demand
  • usufruire di piani telefonici e di connessione.

Simbolo per una nuova Italia

La Digitalizzazione e l’innovazione possono rappresentare, soprattutto in un momento che sta mettendo a dura prova le vite di tutti e l’intero sistema paese, il simbolo di una nuova Italia, dell’Italia che sarà o che potrà essere nel futuro. Stiamo finalmente valorizzando i metodi tecnologici di condivisione e di connessione; con senso civico, responsabilità e consapevolezza. Dovremo ripartire da qui per essere ancora la nostra Italia unita e bellissima, e per metterci in discussione saltando sul treno della rivoluzione digitale che oggi più che mai porta al futuro.

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