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E-makers meets: Jonathan De Sciscio, come utilizzare i Social!

Nuova video-intervista di e-makers meets ai professionisti del digitale e dell’innovazione. Jonathan De Sciscio è un esperto del digitale, del mondo startup e della pubblica amministrazione. Ci parlerà di social e digitale.

Fare rete, confrontarsi, imparare e conoscere gli altri, stupirsi e stimolarsi. Ecco perché nasce e-makers meets.

Dopo i suoi studi, Jonathan fonda nel 2014 lo studio associato Doppionodo dove ha collaborato come Digital Strategist per il coordinamento dei progetti di comunicazione online. A distanza di un anno ecco l’arrivo al mondo dell’innovazione e delle Startup, partecipando all’I-Lab presso la LUISS Guido Carli. Nel dicembre 2015 comincia a lavorare in BaasBox, società attiva nel campo dello User Experience Design e dello sviluppo di progetti digitali, come Digital Strategist e come Executive Coordinator. In Baasbox ha avuto l’opportunità di lavorare a fianco di numerose Startup e di multinazionali come BNP Paribas e UNILEVER.

Da marzo a dicembre 2016 ha collaborato con Massimiliano Allegri e il suo staff per occuparsi della gestione della comunicazione online del progetto Mr. Allegri Tactics.

A ottobre 2018 un altro punto di svolta: Jonathan lascia Baasbox per entrare a far parte del Gabinetto del Sindaco del Comune di Fiumicino per occuparsi di relazioni esterne, innovazione e affari esteri. Tuttora riveste questo ruolo al servizio del suo territorio e della cittadinanza.

Durante l’emergenza Covid-19 ha creato insieme ad altri suoi amici la piattaforma open source gratuita Fiumicino a Domicilio per restare a casa e per sostenere l’economia locale via delivery.

La video-intervista

Guarda le altre interviste a Federico Belli, Massimo Temporelli Elio PalumbieriToni AugelloAndrea VenturelliPiersoft e ad Alessio Cardelli

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E-makers meets Federico Belli, come avviare una startup

Nuova video-intervista di e-makers meets ai professionisti del digitale e dell’innovazione. Federico Belli è un imprenditore digitale e ci parlerà di start-up e di come avviare un’idea imprenditoriale

Fare rete, confrontarsi, imparare e conoscere gli altri, stupirsi e stimolarsi. Ecco perché nasce e-makers meets.

Quante volte avete immaginato di creare la vostra Startup? Desiderate creare nuovi modelli di business o volete semplicemente realizzare l’idea dei vostri sogni? Oggi con Federico Belli vi daremo consigli pratici, idee e suggerimenti per avviare un processo di accelerazione della propria idea imprenditoriale!

Federico Belli è un giovane che sta realizzando i propri sogni: diventa imprenditore digitale alla giovanissima età di 18 anni, ha lanciato già due società digitali.

Mentore in diversi programmi di accelerazione con Startupbootcamp e LUISS EnLabs, coltiva le sue forte passioni per la lead generation e le attività di venture capital.

Dal 2016 è Co-founder e COO (Direttore Operativo) della startup innovativa Peekaboo, una community che sostiene l’imprenditorialità giovanile.

In Peekaboo creano e gestiscono programmi di formazione online e offline, programmi di pre accelerazione per startup early stage e challenge verticali per risolvere sfide aziendali! Quindi se vuoi cambiare il mondo grazie a un’idea digitale probabilmente passerai da loro…

Advisor di due Startup nate da quei processi di accelerazioni come EasyPol e UXGO, attualmente Federico si occupa della consulenza strategica di multinazionali come Enel e Unilever.

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E-makers meeets: parla Alessio Cardelli, come nasce un prodotto digitale!

Nuova video-intervista di e-makers meets ai professionisti del digitale e dell’innovazione. Alessio Cardelli è un UX/UI designer e ci spiegherà come nasce un prodotto digitale e quali caratteristiche deve avere per ottenere successo

Fare rete, confrontarsi, imparare e conoscere gli altri, stupirsi e stimolarsi. Ecco perché nasce e-makers meets.

Alessio Cardelli fa un lavoro che rientra nei mestieri con nomi strani e misteriosi: UX/UI designer. Uno di quei mestieri digitali di grande innovazione e tecnologia, che ci collega al futuro. Ma che cos’è un UX/UI designer?

L’UX Design (User Experience Design) comprende quei processi rivolti ad aumentare la soddisfazione degli utenti migliorando la facilità di navigazione delle pagine web. Il termine è stato coniato negli anni ‘90 per indicare un insieme di aspetti che riguardano l’interazione con un prodotto o servizio.

L’UX Design, dunque, “detta le regole” per la corretta implementazione delle funzioni e degli elementi che un sito o un’app dovrebbero avere per incontrare il gradimento del pubblico.

L’UI design (User Interface Design) è la “costola visual” dell’UX design e comprende essenzialmente il modo con cui il prodotto web si presenta, in primis l’interfaccia dal punto di vista visivo

Per sintetizzare un UI designer si occupa di disegnare fisicamente le interfacce di utilizzo di un prodotto, quindi si dedica al vestito mentre l’UX designer pensa alla struttura.

La sua carriera si avvia come progettista nel 2008, cominciando dal mondo dell’architettura e dell’edilizia per poi passare al design di interni, design industriale e visualizzazione e modellazione 3d, fino al mondo dell’esperienza di prodotti digitali.

Nel 2013 crea uno studio associato insieme a 3 professionisti di settore offrendo servizi di design e comunicazione digitale a decine di realtà locali, creando una rete di oltre 50 partner.

Dal 2015 lavora in Baasbox, una startup diventata oggi azienda affermata, che offre servizi di strategia, design e sviluppo ad aziende di varie dimensioni e varie industry. In Baasbox Alessio è responsabile del team di Product Design digitale.

Se siete UX/UI designer o altre figure professionali del mondo digitale, scrivetegli per consigli pratici, news e “chicche” sul Digital Product Design con focus su strategia, metodologie e usabilità.

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Un terzo delle famiglie italiane non ha un pc o tablet

Secondo l’Istat oltre la metà dei ragazzi condivide i dispositivi con la famiglia. Peggio al Sud

Nell’Italia del post-lockdown da Coronavirus i bambini non hanno tutti la stessa chance di collegarsi a internet per le lezioni a distanza. Questa situazione la fotografa l’Istat: un terzo delle famiglie non ha un computer o un tablet in casa. Vuol dire migliaia di studenti senza un’alternativa a carta e penna per studiare.

Solo per il 22,2% delle famiglie ogni componente ha a disposizione un pc o tablet. Nel Mezzogiorno i dati sono più allarmanti: il 41,6% delle famiglie è senza computer in casa con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%) rispetto a una media di circa il 30% nelle altre aree del Paese e solo il 14,1% ha a disposizione almeno un computer per ciascun componente. Lo spaccato contenuto nella ricerca “Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi”, relativo agli anni 2018-2019, mette chiaramente in luce il digital divide che si vive all’interno delle case italiane.

Se a questo si aggiunge poi che quattro minori su dieci vivono in case sovraffollate, allora il quadro è ancora più grave. Una condizione che, se vista con gli occhi dell’emergenza sanitaria che al momento costringe tutti a casa e, per gli studenti, a seguire le lezioni a distanza, rischia di diventare drammatica.

Dai dati si evince inoltre che oltre il 60% di bambini e ragazzi condivide il pc o il tablet con la famiglia. Nelle regioni del Nord la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un computer, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di piccole dimensioni, la più bassa nelle aree metropolitane. Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%.

Le competenze digitali

Meno di un ragazzo su tre presenta alte competenze digitali (il 30,2%, pari a circa 700 mila ragazzi), il 3% non ha alcuna competenza digitale mentre circa i due terzi presentano competenze digitali basse o di base. Le ragazze presentano complessivamente livelli leggermente più elevati di competenze digitali. Dal punto di vista territoriale è abbastanza evidente il gradiente Nord – Mezzogiorno, con le regioni del Nord-est che presentano i livelli più elevati su quasi tutte le competenze digitali.

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E-makers meets: parla Toni Augello

Nuovo appuntamento con le video-interviste e-makers meets ai professionisti del lavoro e dell’innovazione. Toni Augello è un digital strategist e ci parlerà della digital transformation nel lavoro, legato allo smartworking e agli spazi di coworking

Fare rete, confrontarsi, imparare e conoscere gli altri, stupirsi e stimolarsi. 

1,2,3! Siamo alla terza intervista: questa volta vi presentiamo Toni Augello. Web marketing manager & digital strategist per enti, associazioni ed imprese, Toni è docente di digital storytelling presso Dot academy a Milano e gli ITS della Regione Puglia. Nel 2016 ha fondato la web school InnovAttiva, per formare le nuove figure professionali legate al web. La scuola si è trasformata ben presto in un’agenzia di web marketing. Per Puglia Expò svolge il ruolo di social media manager, trovando del tempo anche per scrivere su Amazing Puglia.

Toni Augello, digital strategist, proviene da una formazione in un altro campo di studi. Dottore in giurisprudenza, abilitato alla professione forense, si è specializzato tra il 2014 ed il 2015 in gestione delle risorse umane, innovazione organizzativa e welfare aziendale, con il corso di Specializzazione di Italia Lavoro presso l’Assessorato al Welfare della Regione Puglia.

Appassionato di processi socio-culturali, è esperto nella gestione di strategie di team work e coworking. Dal 2010 è cultural manager dei Laboratori Urbani Artefacendo di San Giovanni Rotondo, project manager del laboratorio di start-up “Missione Futuro”, della call for mapping per cervelli in fuga “Capitanata Chiama” e del laboratorio enogastronomico “Colto e mangiato”. Nel 2019 ha fondato il Coworking Artefacendo.

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E-makers meets: parla il Fisico Massimo Temporelli

E-makers presenta il nuovo format di video-interviste a professionisti del mondo digital e dell’innovazione tecnologica: partiamo da Massimo Temporelli.

Fare rete, confrontarsi, imparare e conoscere gli altri, stupirsi e stimolarsi. Ecco perché nasce un nuovo format: “e-makers meets” non potevamo che iniziare con il botto! Con grande piacere abbiamo intervistato uno dei massimi esperti di Tecnologia e Innovazione del nostro paese, Massimo Temporelli!

Fisico, divulgatore scientifico, presidente e co-founder di “The FabLab”, dal 2013 dirige la collana scientifica Microscopi (Hoepli). Si occupa di antropologia e tecnologia, adora la società e l’evoluzione della specie.
Ha partecipato come speaker ai TEDx di Firenze e di Torino, possiamo seguirlo su Amazon TV con X-Makers, su Rai Scuola Memex (2016), su Rai Due Detto Fatto (2017) o su Rai Scuola ToolBox (2019). E possiamo anche ascoltarlo nel suo appassionato podcast F***ing Genius.
Per leggerlo ecco i suoi ultimi libri: Innovatori! (2016), 4 punto 0 (2017)e Leonardo Primo Designer (2019), tutti pubblicati da Hoepli.

In questo primo appuntamento con “e-makers meets” abbiamo discusso su vari temi tra cui rivoluzioni antropologiche e sociali, L’importanza della tecnologia per l’animale uomo, vera arma per “difendersi” ed evolversi in natura e come le nuove tecnologie vanno pari passo all’evoluzione di noi Homo Sapiens.

Si pone l’attenzione anche su un tema vicinissimo a Temporelli: la Stampa 3D, la conversione dell’artigianato tradizionale in quello digitale, conversione dell’atomo in byte.

C’è stato modo di poter discutere anche dei Fab Lab, del loro altissimo potenziale in ambito imprenditoriale, didattico e del fondamentale impatto in termini di ecosostenibilità. Della possibilità infinite dell’industria 4.0 che aumenta le possibilità di innovazione che emerge dall’incontro virtuoso di più forze, strettamente interconnesse. Non è sufficiente adottare un nuova tecnologia o sperimentare un nuovo modello di revenue per produrre innovazione. Occorre che le forze congiunte coesistano e concorrano a trasformare profondamente la struttura dei nuovi luoghi di lavoro.

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Smart Working e COVID-19 : 8 consigli per lavorare e vivere bene a casa

Boom per lo smart working in quarantena, ma siamo davvero pronti a questo cambiamento? Ecco 8 suggerimenti per gestirci meglio.

C’è stato un prima e dopo Coronavirus. Nella sanità, nell’economia, nella società, per qualsiasi cosa. Uno spartiacque anche nel mondo del lavoro. Fino a poco tempo fa, chi faceva smart working era un’esigua minoranza: 570mila lavoratori, su 23 milioni di occupati in Italia; il 16% nella pubblica amministrazione.

Smart Working

Ma ora tutto è cambiato: lavoriamo da casa, in smart working. Ma noi lavoratori siamo pronti? E come possiamo vivere in equilibrio questa nuova dimensione dove in un unico ambiente dobbiamo unire vita lavorativa e familiare? Il Financial Times ha scritto: «È semplicemente gestibile ma nonostante la meravigliosa retorica sul poter lavorare ovunque ed essere agili, questa crisi ha portato alla luce una serie di sfide inaspettate». I datori di lavoro ad esempio si sono trovati all’improvviso a dover potenziare la fiducia nei confronti dei dipendenti. Ma anche i lavoratori, a loro volta possono dimostrare che la produttività non solo resta invariata ma può anche migliorare.
Per gestire meglio questa nuova sfida abbiamo raccolto otto consigli pratici su come affrontare il lavoro da casa in tempo di Coronavirus.

1. Adattarsi al cambiamento
Il nostro cervello ha bisogno di adattarsi al cambiamento. Prima di tutto dobbiamo essere accoglienti nei nostri confronti, la routine quotidiana è stata stravolta ma prima di rimodularla, dobbiamo essere centrati su questo nuovo status. Fatto questo, dal punto di vista organizzativo, dobbiamo ripristinare delle abitudini.

2. Ripristinare le abitudini
Se è vero che siamo a casa e siamo abituati a vivere l’ambiente casalingo con qualcosa che non ha nulla a che fare con il lavoro, il modo migliore per ripristinare le abitudini è rimettere in pista il concetto di vita settimanale e weekend. Quindi orari e giorni stabiliti da dedicare al lavoro. È vero, se avete figli, non uscirete più di casa per accompagnare i bambini a scuola, ma la cosa più importante è darsi delle regole. Se prima mi alzavo alle 7 tornerò ad alzarmi alle 7 o al massimo alle 7.30 perché questo mi aiuta a ricollegarmi alla mia vita di prima. Se prima facevamo colazione tutti insieme, continuiamo a farlo. Vestiamoci come se dovessimo andare a lavoro. No alla tuta, a meno che non si era già abituati. Dopodiché c’è la gestione del tempo.

3. La gestione del tempo
Quando in casa ci sono dei figli, trovare il proprio spazio per lavorare è sempre complicato. Tanto più se gli spazi sono ridotti. Non importa, dovete trovare un punto in cui ricreare l’ambiente d’ufficio. È fondamentale ritagliarsi spazi e tempi che siano solo individuali. Non tutte le attività vanno condivise con le persone che vivono con noi. Creare spazi con dei confini è necessario per essere efficaci. Se sto facendo qualcosa che ha a che fare con l’ufficio per cui non posso essere interrotto, posso disegnare un cartone di divieto e spiegare ai bambini che quando c’è il cartello appeso, non devono interrompere. Ovviamente, nel frattempo, devo aver organizzato anche il loro tempo. Pure i bambini sono in difficoltà perché vivono la casa diversamente da come l’hanno sempre vissuta, alcuni di loro fanno digital learning e anche in questo caso vanno predisposti gli ambienti.

4.Il senso di comunità
Il caffè alla macchinetta, la battuta con il collega, anche quello più rumoroso. In questi giorni manca quel senso di comunità lavorativa a cui siamo tutti abituati e che abbiamo sempre dato per scontato. Oggi lavoriamo a casa da soli e per chi è senza figli, può vivere questa situazione con grande senso di isolamento. Recuperate questo vuoto fisico con una telefonata, meglio ancora in video in cui veramente vi prendete il caffè con il collega davanti alla webcam. Continuate ad avere momenti di socialità e momenti in cui vi confrontate su questioni di lavoro. Per chi è solo e non riesce a regolare il volume di alcune emozioni come l’angoscia si consiglia di utilizzare tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione: skype, facetime, per sentirsi, videochiamarsi, tornare ad essere importanti, senza la vergogna di chiamare anche persone che non sentite da tempo.

5.Nuove abitudini
Se prima, dopo il lavoro, avevate l’abitudine di andare con i colleghi a fare un aperitivo, organizzate gli aperitivi social. Molti lo stanno già facendo e a una certa ora si vedono tutti online per bere e chiacchierare insieme. Se in casa vi sentite oppressi e soffrite di claustrofobia, dedicate del tempo a qualcosa di terapeutico. Manutenzione della casa, la lettura, la musica aiutano a far sentire meno quel senso di oppressione. Chi ha la fortuna di vivere in una casa con giardino o cortile, scenda di tanto in tanto per prendere una boccata d’aria. Usate i terrazzi condominiali, sempre rispettando le distanze con gli altri condomini, se ce ne sono.

6.La progettualità
È fondamentale ritrovare la propria progettualità. Perché un altro fattore che crea nervosismo in casa in questi giorni è la paura e il disorientamento che stiamo vivendo. Non abbiamo un orizzonte molto chiaro, viviamo giorno per giorno. È un’incertezza che ci toglie il senso di quello che stiamo facendo perché ci manca il senso dell’obiettivo. Ma questo è un meccanismo che toglie il senso a ciò che facciamo, ci toglie energia, propulsione a fare. Per contrastare tutto ciò dobbiamo trovare nuove micce, ad esempio mettere insieme la propria capacità creativa con quella dei colleghi che può diventare un volano positivo di contaminazione. Sono pochissime ad esempio le aziende che avevano introdotto un sistema di smart working prima di questa ondata e al massimo per 1-2 giorni a settimana. Alcune aziende avevano una cultura completamente refrattaria al tema. Datevi degli obiettivi, non solo di risultato ma personali. Valorizzate il vostro talento e trasformate la situazione in un’opportunità.

7. Il rapporto con i dati e l’emergenza
È una questione di igiene mentale: tutte le informazioni che ci arrivano in queste ore e che riguardano il numero di contagi e le vittime vanno a intasare il nostro cervello. Non state in continuazione con il telefono in mano, il nostro cervello è come un computer e stiamo occupando tutta la memoria perché restiamo perennemente collegati a questa notizia. È utile? A cosa ci serve seguire minuto per minuto? Programmiamoci la giornata con delle abitudini sane e decidiamo quante volte al giorno aggiornarci sulla situazione del Paese.

8. I gruppi whatsapp
Se fate parte di gruppi whatsapp, stabilite i momenti delle giornata in cui dedicarvi alla lettura dei messaggi. Altrimenti avrete la sensazione che il vostro tempo non vi appartiene più. Continuare a inserire notizie negative nel vostro cervello mandate da amici, colleghi, conoscenti, parenti, abbassa l’umore e vi rende meno credibili anche agli occhi delle persone che vivono con voi se volete cercare di rassicurarli. È come se doveste fare una camminata in salita e ogni mezz’ora vi attaccate un peso ai piedi da trascinare. Non fatelo. È fondamentale darsi delle regole in modo molto rigido. Scegliete ogni giorno le cose più funzionali e più importanti da fare. Senza pesi.

Se vuoi conoscere le migliori piattaforme per lo smart working leggi i nostri ultimi articoli : https://www.e-makers.it/blog/


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Coronavirus: makers stampano valvole respiratorie per l’ospedale di Chiari

La comunità dei creativi digitali, amanti della tecnologia fai-da-te, accorre per aiutare a produrre le valvole respiratorie andate esaurite a Chiari

Salvare vite umane con una stampante 3D. Con l’uso della tecnologia, due bresciani, Cristian Fracassi e Massimo Temporelli, con l’aiuto di molti altri, hanno prodotto gratuitamente le valvole di respirazione andate esaurite all’ospedale di Chiari, in provincia di Brescia.

Raccontata dal Giornale di Brescia, la notizia ha fatto il giro del mondo, grazie anche agli articoli pubblicati da testate come Bbc e New York Times. Il ministro dell’Innovazione Paola Pisano su Twitter ha fatto i complimenti ai due imprenditori, per un gesto umano straordinario, unito ad una grande consapevolezza imprenditoriale e tecnologica.

Il quotidiano bresciano ha raccontato che è stato Massimo Temporelli, fisico, imprenditore e divulgatore scientifico ad attivare “la rete dei makers dei FabLab”, cercando di stampare quel pezzo 3D in loco. Hanno prodotto le valvole molto velocemente, anche se bypassando alcune procedure come la certificazione e il marchio Ce. Temporelli, responsabile del The Fab Lab, ha spiegato che «in questo momento di emergenza non ci sono alternative. Si sono rotte delle regole, come la proprietà intellettuale, che dal punto di vista scientifico, industriale e legislativo in un periodo normale sono sacrosante. Ora però queste regole passano in secondo piano perché prioritario è salvare vite».

Makers in prima linea

La ‘rete dei makers’ (c’è chi li chiama artigiani digitali) ancora una volta si dimostra determinante come leva della collaborazione tra gli appassionati di tecnologia fai-da-te, con in comune la passione di mettere in pratica i loro progetti.

A fare la differenza e ad aumentare il numero dei membri della community è stato l’arrivo della scheda Arduino, prodotta ad Ivrea, più facile e meno costosa per costruire prototipi, comprese le stampanti 3D. 

Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino e ritenuto il “papà dei maker”, in questi giorni di permanenza obbligatoria a casa, ha chiamato a raccolta gli appassionati per il primo “#BarArduino“, evento in streaming su Youtube con la partecipazione di celebrità tra i creativi digitali e la presentazione di progetti di giovani maker. La prima puntata registrata di #BarArduino è disponibile sul canale YouTube di Arduino.

Fonti : Rai news e Giornale di Brescia.

Scopri di più sul nostro blog : https://www.e-makers.it/blog/

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Scuola

LA SCUOLA NON SI FERMA: Microsoft Teams e Zoom Cloud Meetings

Tutta Italia in quarantena e scuole chiuse fino al 3 aprile. L’associazione e-makers ha messo online una nuova guida per la didattica da casa.

Italia in piena emergenza Coronavirus: il premier Conte ha esteso ieri sera, lunedì 9 marzo, il divieto di spostamenti a tutta la penisola, portando la chiusura di università e scuole fino al 3 aprile.

Allora noi dell’associazione e-makers, mossi da un ulteriore spirito di responsabilità e solidarietà civica e digitale, abbiamo rilasciato sul nostro sito una nuova guida gratuita e approfondita su due strumenti semplici e fondamentali per la sopravvivenza della didattica e dei rapporti tra docenti, alunni e genitori.

Avevamo già mostrato tre piattaforme da utilizzare per coordinare lo smart work versione scolastica: Google Classroom, Edmodo e Microsoft Teams, tra le piattaforme più diffuse e apprezzate. In questo articolo dedicheremo un approfondimento alla piattaforma Microsoft Teams, che sta riscuotendo un alto indice di gradimento presso tutti i ragazzi e prof che ci hanno voluto ringraziare dopo il download e l’uso della guida.

Seconda novità nell’articolo è Zoom Cloud Meetings, un’altra piattaforma che abbiamo testato e collaudato.

Microsoft Teams

Microsoft Teams è un vero e proprio Hub per il lavoro di gruppo. È un’ app che aiuta a formare un team e a lavorare insieme usando la chat invece dell’e-mail e i canali anziché cartelle di file.

È uno spazio di lavoro per te e il tuo team, in cui modificare i file contemporaneamente e in sicurezza, e monitorare “like”, “menzioni” e “risposte” con un solo tocco. Il tuo Team può personalizzare lo spazio di lavoro con appunti, siti web e app; e dato che è nel cloud tutti possono lavorare insieme ovunque si trovino.

È una soluzione che permette di personalizzare la propria esperienza lavorativa senza togliere produttività al team, anzi permettendo di aggiungere creatività.

Zoom Cloud Meetings

Zoom Cloud Meetings è una piattaforma web per meeting, webinar e collaborazione da remoto.

È una piattaforma ideata e sviluppata per videoconferenze di ogni tipo. Si adatta alla perfezione, dunque, alle esigenze di chi deve realizzare meeting video o fare videoconferenze per la scuola.

Consente la condivisione dello schermo di qualunque dispositivo e mette a disposizione una suite di strumenti collaborativi, utili nel caso di riunioni di lavoro a distanza per le quali è richiesta la condivisione di idee e contributi.

Zoom Cloud Meetings consente di creare una teleconferenza e gestire al meglio il “pubblico”. Per esempio scegliendo di attivare o disattivare il proprio video o quello dei partecipanti; scegliere di attivare o disattivare il microfono dei partecipanti (molto utile se, nel corso di una lezione online, gli alunni si dimostrano particolarmente indisciplinati); condividere lo schermo su Zoom e registrare la videoconferenza, così da poterla rivedere (e far rivedere) ogni volta che si vuole.

Scopri chi siamo e le altre iniziative e-makers: https://www.e-makers.it/

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Scuola

LA SCUOLA NON SI FERMA: LA GUIDA E-MAKERS

L’associazione di Barletta ha messo online una guida gratuita per la didattica digitale per reagire alla chiusura delle scuole in tutta Italia fino a metà marzo, causa Coronavirus.

La notizia della chiusura di tutte le scuole e università italiane circolava già da qualche giorno ma ieri è arrivata l’ufficialità dal premier Giuseppe Conte. Dopo l’aumento dei contagi e le vittime, oggi arrivate a 148 unità, si è imposto il dovere e la responsabilità di evitare bilanci peggiori per il Coronavirus.

Gravi le conseguenze per le attività ordinarie del paese: tutto bloccato, eventi, didattica, manifestazioni. Ma può fermarsi l’Italia? Nell’era digitale e tecnologica possiamo arrenderci alle calamità? Qui si vedono anche la forza e la civiltà di una nazione e di un popolo. Già nel settore lavorativo, lo smart working ha dimostrato che l’Italia non si ferma.

Il team dell’associazione E-Makers si è subito attivato per dare un contributo, per reagire a questa impasse. La scuola non può fermarsi; la scuola non si ferma! Conosciamo gli strumenti e le soluzioni per mantenere i contatti tra ragazzi e professori, tra ragazzi e cultura digitale e classica. Conosciamo i benefici di questo contatto remoto ma intenso e prossimo. Conosciamo il modo per affiancare le scuole, i professori, i genitori, tutti gli studenti in questa sfida mai affrontata nel paese, che oggi non possiamo perdere.

Ecco allora una guida gratuita, semplice e concreta, sulle tre tecnologie che possono dare alle famiglie e alle scuole la possibilità di proseguire la didattica in armonia. Abbiamo scelto le 3 applicazioni più valide e più utilizzate: Google Classroom, Edmodo, Microsoft Team.

Scopri chi siamo e le altre iniziative e-makers: https://www.e-makers.it/

Coderdojo Barletta, organizzato da e-makers
Coderdojo Barletta, organizzato da e-makers
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