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Ologrammi e il futuro delle videochat: attenzione alla Zoom Fatigue!

Stando alle previsioni, le soluzioni più durature potrebbero essere legate a ulteriori sviluppi tecnologici, come le video call olografiche.

Sono trascorsi molti mesi dall’inizio della crisi del Covid-19 e fare tutto tramite video chat comincia ad essere davvero stancante.

Se anche tu dopo la quarta call cominci a sentirti stanco e depresso, probabilmente non hai mai sentito parlare della “fatica da zoom”. 

Anche dopo la fine della pandemia, la chat video giocherà un ruolo sempre più importante sul lavoro, a scuola, nell’assistenza sanitaria e nelle nostre relazioni con amici e familiari.

La crisi da COVID-19 ha spinto questa tecnologia in nuovi scenari della nostra vita quotidiana, ma ha anche costretto le persone a imparare a usarla. Le persone che non avevano provato Zoom, FaceTime o Google Meet prima di marzo sono diventate utenti esperti in tempi record. Sebbene pochi di noi vogliano continuare a fare lo Zoom “happy hour” dopo la fine della pandemia, molti di noi sono a proprio agio nell’usarlo.

Allora, come sarà effettivamente il futuro della comunicazione attraverso lo schermo?

Prima di rispondere a questa domanda scomoda è necessario partire dalle origini della videochat

La chat video come la conosciamo ha appena due decenni, è diventata una realtà problematica. Ma la tecnologia potenzialmente trasformativa è sempre sembrata a un anno o due dall’essere effettivamente utilizzabile.

Quando la maggior parte della tua interazione umana per mesi avviene tramite chat video, i molteplici fastididiventano decisamente estenuanti.

La “fatica da Zoom” è la sensazione di totale stanchezza che pervade il cervello dopo innumerevoli videochiamate.

Quando si effettua una videochiamata, la mente divide l’attenzione tra ciò che le persone dicono e ciò che sta accadendo sullo schermo.

I limiti delle videochiamate

Alcuni lo chiamano “Zoom burnout”, anche se il descrittore “fatica” racchiude meglio come siamo stanchi delle videochiamate ma dobbiamo continuare a farle. Altri suggeriscono che il vero problema è che siamo tutti depressi dallo stato della nostra vita durante la pandemia. Indipendentemente da ciò, la chat video ha sempre avuto difetti fondamentali che la rendono incline a creare esperienze insoddisfacenti.

Negli ultimi anni, tuttavia, la videoconferenza è diventata essenziale in alcuni settori. I “knowledge worker” e coloro che hanno il lusso di lavorare da remoto hanno sempre più fatto affidamento sulla tecnologia. La qualità delle videochiamate è migliorata, e migliora man mano che le aziende competono tra loro per rendere le chiamate più naturali e realistiche.

La tecnologia di video chat di Google utilizza l’intelligenza artificiale per eliminare il rumore di fondo: Facebook utilizza una fotocamera alimentata da AI in Portal, che traccia il movimento dei soggetti.

La società ha progettato questa funzione per rendere fissa un’immagine che il cervello inizia a sfocare, dopo tante videochiamate

Tuttavia i difetti fondamentali del mezzo generalmente persistono. Le videochiamate non sono ancora all’altezza di una riunione “fisica” poichè sono più stancanti. La maggior parte delle aziende digitali ha ora creato le proprie piattaforme di chat video, come Google Meet e Microsoft Teams, rivolte ai clienti aziendali. E, naturalmente, c’è Zoom, di cui siamo tutti stanchi ora.

Cosa ci riserva il futuro ?

Cosa ci aspetta dopo la “fatica da Zoom”? Sicuramente la sua accettazione, o per meglio dirlo, la sua acquiescenza. 

Ciò che viene dopo la fatica di Zoom è ciò che chiamerei acquiescenza di Zoom. È un’inevitabilità.

Stiamo assistendo a una trasformazione nella comunicazione, un balzo in avanti senza ritorno. La novità è spaventosa, imperfetta e spesso scoraggiante. Potremmo anche trarne il meglio.

Potremmo, ad esempio, non dover andare dallo studio del medico così spesso. Mentre la telemedicina esiste da anni, la pandemia ha costretto tutti i tipi di appuntamenti dal medico a svolgersi online. Alcuni esperti ritengono che non ci sia motivo di tornare indietro, sostenendo che oltre la metà delle visite mediche non richiedono un incontro di persona.

Ma come abbiamo appreso dai periodici crolli di Zoom, riutilizzare il software per l’ufficio per le nostre vite sociali è un affare complicato. La causa principale della stanchezza delle videochiamate è perché sono state progettate per scopi lavorativi e non ricreativi.

Il problema relativo alle videochiamate è sicuramente quello della privacy. Nessuno vorrebbe installare una videocamera e un microfono nella propria abitazione, ma questo risulterebbe fondamentale poiché più persone effettuano videocall, più le aziende possono migliorarle.

E gli ologrammi?

Se avete sempre sognato di comunicare come Palpatine e Darth Vader non temete, la tecnologia è più vicina di quanto possiate immaginare.

Facebook in collaborazione con Oculus, ha creato un’app social chiamata “Facebook Horizon”. Sembra una versione leggermente più fumettistica dell’universo del film Ready Player One. 

Il futuro dellle esperienze basate su ologrammi è davvero vicino. Esiste già una tecnologia che offre immagini tridimensionali realistiche senza la necessità di occhiali o cuffie. Una startup di Brooklyn chiamata Looking Glass ha iniziato a spedire il display olografico con la più alta risoluzione del mondo: una scatola di vetro capace di creare un’immagine dinamica fluttuante nello spazio. 

Pensate poter usare una tecnologia del genere per le videochiamate…io non vedo l’ora e voi?

Sapete come funziona Zoom !? Ecco la nostra guida

"Jonathan
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E-makers meets: Jonathan De Sciscio, come utilizzare i Social!

Nuova video-intervista di e-makers meets ai professionisti del digitale e dell’innovazione. Jonathan De Sciscio è un esperto del digitale, del mondo startup e della pubblica amministrazione. Ci parlerà di social e digitale.

Fare rete, confrontarsi, imparare e conoscere gli altri, stupirsi e stimolarsi. Ecco perché nasce e-makers meets.

Dopo i suoi studi, Jonathan fonda nel 2014 lo studio associato Doppionodo dove ha collaborato come Digital Strategist per il coordinamento dei progetti di comunicazione online. A distanza di un anno ecco l’arrivo al mondo dell’innovazione e delle Startup, partecipando all’I-Lab presso la LUISS Guido Carli. Nel dicembre 2015 comincia a lavorare in BaasBox, società attiva nel campo dello User Experience Design e dello sviluppo di progetti digitali, come Digital Strategist e come Executive Coordinator. In Baasbox ha avuto l’opportunità di lavorare a fianco di numerose Startup e di multinazionali come BNP Paribas e UNILEVER.

Da marzo a dicembre 2016 ha collaborato con Massimiliano Allegri e il suo staff per occuparsi della gestione della comunicazione online del progetto Mr. Allegri Tactics.

A ottobre 2018 un altro punto di svolta: Jonathan lascia Baasbox per entrare a far parte del Gabinetto del Sindaco del Comune di Fiumicino per occuparsi di relazioni esterne, innovazione e affari esteri. Tuttora riveste questo ruolo al servizio del suo territorio e della cittadinanza.

Durante l’emergenza Covid-19 ha creato insieme ad altri suoi amici la piattaforma open source gratuita Fiumicino a Domicilio per restare a casa e per sostenere l’economia locale via delivery.

La video-intervista

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"Federico
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E-makers meets Federico Belli, come avviare una startup

Nuova video-intervista di e-makers meets ai professionisti del digitale e dell’innovazione. Federico Belli è un imprenditore digitale e ci parlerà di start-up e di come avviare un’idea imprenditoriale

Fare rete, confrontarsi, imparare e conoscere gli altri, stupirsi e stimolarsi. Ecco perché nasce e-makers meets.

Quante volte avete immaginato di creare la vostra Startup? Desiderate creare nuovi modelli di business o volete semplicemente realizzare l’idea dei vostri sogni? Oggi con Federico Belli vi daremo consigli pratici, idee e suggerimenti per avviare un processo di accelerazione della propria idea imprenditoriale!

Federico Belli è un giovane che sta realizzando i propri sogni: diventa imprenditore digitale alla giovanissima età di 18 anni, ha lanciato già due società digitali.

Mentore in diversi programmi di accelerazione con Startupbootcamp e LUISS EnLabs, coltiva le sue forte passioni per la lead generation e le attività di venture capital.

Dal 2016 è Co-founder e COO (Direttore Operativo) della startup innovativa Peekaboo, una community che sostiene l’imprenditorialità giovanile.

In Peekaboo creano e gestiscono programmi di formazione online e offline, programmi di pre accelerazione per startup early stage e challenge verticali per risolvere sfide aziendali! Quindi se vuoi cambiare il mondo grazie a un’idea digitale probabilmente passerai da loro…

Advisor di due Startup nate da quei processi di accelerazioni come EasyPol e UXGO, attualmente Federico si occupa della consulenza strategica di multinazionali come Enel e Unilever.

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"Alessio
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E-makers meeets: parla Alessio Cardelli, come nasce un prodotto digitale!

Nuova video-intervista di e-makers meets ai professionisti del digitale e dell’innovazione. Alessio Cardelli è un UX/UI designer e ci spiegherà come nasce un prodotto digitale e quali caratteristiche deve avere per ottenere successo

Fare rete, confrontarsi, imparare e conoscere gli altri, stupirsi e stimolarsi. Ecco perché nasce e-makers meets.

Alessio Cardelli fa un lavoro che rientra nei mestieri con nomi strani e misteriosi: UX/UI designer. Uno di quei mestieri digitali di grande innovazione e tecnologia, che ci collega al futuro. Ma che cos’è un UX/UI designer?

L’UX Design (User Experience Design) comprende quei processi rivolti ad aumentare la soddisfazione degli utenti migliorando la facilità di navigazione delle pagine web. Il termine è stato coniato negli anni ‘90 per indicare un insieme di aspetti che riguardano l’interazione con un prodotto o servizio.

L’UX Design, dunque, “detta le regole” per la corretta implementazione delle funzioni e degli elementi che un sito o un’app dovrebbero avere per incontrare il gradimento del pubblico.

L’UI design (User Interface Design) è la “costola visual” dell’UX design e comprende essenzialmente il modo con cui il prodotto web si presenta, in primis l’interfaccia dal punto di vista visivo

Per sintetizzare un UI designer si occupa di disegnare fisicamente le interfacce di utilizzo di un prodotto, quindi si dedica al vestito mentre l’UX designer pensa alla struttura.

La sua carriera si avvia come progettista nel 2008, cominciando dal mondo dell’architettura e dell’edilizia per poi passare al design di interni, design industriale e visualizzazione e modellazione 3d, fino al mondo dell’esperienza di prodotti digitali.

Nel 2013 crea uno studio associato insieme a 3 professionisti di settore offrendo servizi di design e comunicazione digitale a decine di realtà locali, creando una rete di oltre 50 partner.

Dal 2015 lavora in Baasbox, una startup diventata oggi azienda affermata, che offre servizi di strategia, design e sviluppo ad aziende di varie dimensioni e varie industry. In Baasbox Alessio è responsabile del team di Product Design digitale.

Se siete UX/UI designer o altre figure professionali del mondo digitale, scrivetegli per consigli pratici, news e “chicche” sul Digital Product Design con focus su strategia, metodologie e usabilità.

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"Andrea
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E-makers meets: parla Andrea Venturelli, come creare un contenuto digitale

Nuovo appuntamento con le video-interviste e-makers meets ai professionisti del lavoro e dell’innovazione. Andrea Venturelli è un content creator e ci parlerà di creatività, applicata a video e podcast

Fare rete, confrontarsi, imparare e conoscere gli altri, stupirsi e stimolarsi. Ecco perché nasce e-makers meets.

Nel 2008 all’età di 15 anni, Andrea Venturelli ha aperto un canale YouTube che ha totalizzato 10 milioni di views. Sono passati dodici anni e ora video e social media sono diventati il suo lavoro.

Content Designer specializzato nella produzione di contenuti per i Social Media, Andrea collabora con Start-up, Agenzie Creative e Brand Internazionali come: Adidas e Alitalia, American Express e Aperol Spritz, Armani e Barilla. Ancora BMW e Campari, Corona, Etro, Footlocker EU, Hewlett-Packard, L’Oreal, McArthurGlen, Peroni, Pandora, SKY, Universal Music Italia e Vodafone.

Da settembre 2018 conduce ogni settimana il Podcast “Studio” per ispirare le persone a creare un impatto positivo nel mondo attraverso la loro creatività. Molti sono stati gli ospiti del “salotto azzurro” condotto da Andrea, dal divulgatore scientifico Massimo Temporelli a Marcello Ascani, da Germano Lanzoni de “il Milanese Imbruttito” a Luca Cresi Ferrari (Marketers). I risultati sono stati davvero notevoli: +350k views su YouTube e +40k downloads su Spotify e Apple Podcast.

La prima volta volta che abbiamo ascoltato il Podcast Studio ne abbiamo apprezzato sicuramente la qualità eccellente, sotto tanti punti di vista: la scelta della musica, il suono della voce e la ricercatezza degli ospiti che arricchiscono le persone di ottimi contenuti e utili suggerimenti.

Tra dicembre 2018 e febbraio 2019 è stato anche Content Creator di uno dei portali di tecnologia più seguiti : HD Blog, trattando temi quali dipendenza da smartphone e obsolescenza programmata.

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